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Restem annuncia la prima somministrazione nell’ambito dello studio di fase 1/2a su Restem-L nella fshd

La ricerca procede: RESTEM annuncia la prima somministrazione nell’ambito dello studio di fase 1/2a su Restem-L nella distrofia muscolare facio-scapolo-omerale

RESTEM, un’azienda biotecnologica che sviluppa terapie cellulari di nuova generazione pronte all’uso progettate per modulare il sistema immunitario, lo scorso 8 dicembre ha annunciato l’avvio di uno studio di fase 1/2a su Restem-L, la piattaforma pronta all’uso dell’azienda basata su cellule progenitrici modificate del rivestimento ombelicale (UMPC), per il trattamento della distrofia muscolare facio-scapolo-omerale (FSHD). Lo studio è finanziato da SOLVE FSHD, un’organizzazione filantropica dedicata all’accelerazione dei trattamenti per la FSHD.

Lo studio di fase 1/2a (NCT07086521) è uno studio in doppio cieco, randomizzato, a dosi ripetute, controllato con placebo e incrociato, volto a valutare la sicurezza e l’efficacia preliminare degli UMPC allogenici sulla gravità della malattia in pazienti affetti da FSHD. La sperimentazione, condotta dal dott. John Day dell’Università di Stanford, mira ad arruolare 16 pazienti, randomizzati 1:1 per ricevere Restem-L o placebo per 6 mesi, e poi incrociati per ricevere rispettivamente placebo o Restem-L per altri 6 mesi, con una durata del trattamento di 12 mesi e un follow-up dello studio a 15 e 21 mesi. L’endpoint primario dello studio è la sicurezza, con risultati secondari ed esplorativi che includono marcatori sierici della risposta immunitaria/infiammatoria, risultati funzionali riportati dai pazienti e dai medici, biomarcatori MRI e biopsia muscolare.

Razionale scientifico:

La FSHD è caratterizzata non solo da tossicità diretta di DUX4, ma anche da una infiammazione cronica nei muscoli che contribuisce alla progressione della malattia. Restem-L potrebbe intervenire su quella componente infiammatoria e di regolazione immunitaria, col risultato di:

  • mitigare il danno muscolare indiretto,
  • migliorare il microambiente tissutale,
  • potenzialmente arrestare o rallentare il deterioramento della funzione muscolare.

Questo tipo di approccio è stato già esplorato in altre malattie caratterizzate da infiammazione cronica e danno muscolare, con segnali preliminari di sicurezza e possibili benefici funzionali che hanno motivato l’estensione a FSHD.

Restem-L ha infatti un razionale terapeutico basato su questi principi:

– Modulazione del sistema immunitario

Le cellule ULSC di Restem-L sono in grado di:

  • rilasciare fattori che modulano le risposte infiammatorie nei tessuti;
  • influenzare l’attività di alcune popolazioni di cellule immunitarie che contribuiscono a danno cronico nei muscoli.

Questo potrebbe ridurre l’infiammazione locale e la progressione del danno muscolare legato alla FSHD.

– Effetto rigenerativo e di supporto tissutale

Pur non sostituendo direttamente le fibre muscolari perse, ULSC può:

  • favorire l’ambiente tissutale favorevole al recupero;
  • rilasciare molecole che promuovono processi anti-infiammatori e protettivi a livello del muscolo.

L’idea è che un microambiente meno infiammatorio possa alleviare la tossicità a valle di DUX4 e potenzialmente migliorare la funzione muscolare.

Lo studio si svolgerà in un unico centro clinico negli USA.

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